{"id":93213,"date":"2022-04-12T13:46:57","date_gmt":"2022-04-12T12:46:57","guid":{"rendered":"https:\/\/staging.agrovin.com\/charla-con-expertos-entrevista-a-fernando-zamora\/"},"modified":"2025-06-25T09:57:39","modified_gmt":"2025-06-25T07:57:39","slug":"alternative-allo-zolfo-nella-produzione-e-conservazione-del-vino","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/agrovin.com\/it\/alternative-allo-zolfo-nella-produzione-e-conservazione-del-vino\/","title":{"rendered":"Alternative allo zolfo nella produzione e conservazione del vino."},"content":{"rendered":"<h2><span style=\"font-weight: 400;\">Conversazione con gli esperti\u00a0| Intervista a Fernando Zamora<\/span><\/h2>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Abbiamo avuto il piacere di condividere una giornata tecnica con <strong>Fernando Zamora<\/strong>, <strong>Presidente della Commissione di Enologa dell&#8217;<\/strong><a href=\"https:\/\/www.oiv.int\/es\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><strong>Organizzazione Internazionale del Vino &#8211; OIV<\/strong><\/a><strong>, <\/strong>che ci ha chiesto di condividere con la nostra comunit\u00e0 online le sue conoscenze su alcuni argomenti di interesse.<\/p>\n<p>Fernando \u00e8 stato nostro ospite d&#8217;onore all&#8217;inaugurazione della&#8217;<strong>Vinoteca di <\/strong><a href=\"https:\/\/agrovin.com\/\"><strong>Agrovin <\/strong><\/a><strong><u>,<\/u><\/strong> uno spazio per condividere e scoprire le opportunit\u00e0 per l&#8217;enologia del futuro che abbiamo creato e che ha preso il via il mese scorso a Montpellier, in Francia, con un tema attuale come le <strong>alternative allo zolfo nei vini rosati e le nuove normative, <\/strong>su cui Fernando aveva molto da raccontare, qui vi riportiamo un estratto:<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>1.- La tendenza del mercato \u00e8 quella di consumare vini a basso contenuto di zolfo e addirittura di sostituirli in modo assoluto. Sappiamo che \u00e8 un argomento noioso, ma potrebbe darci il suo parere tecnico e dirci a che punto siamo per quanto riguarda la produzione di vini a basso contenuto di solfiti o a 0% di solfiti?<\/strong><\/p>\n<p>Naturalmente, <strong>la tendenza attuale \u00e8 rivolta verso la produzione di vini con poco zolfo<\/strong> o quasi zero solfiti. Non \u00e8 affatto facile, implica un controllo molto pi\u00f9 rigoroso a livello viticolo, poich\u00e9 le uve devono essere perfettamente sane, altrimenti \u00e8 una follia cercare di utilizzare basse dosi di zolfo o poco zolfo e, d&#8217;altra parte, occorre anche molta pi\u00f9 igiene e molti pi\u00f9 controlli in cantina. Implica pi\u00f9 lavoro, produrre con poco zolfo non significa ridurre le dosi, ma cambiare i protocolli, insomma.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>2.-Per la conservazione del vino, lo zolfo offre 3 propriet\u00e0 essenziali: antiossidasica, antiossidante e antimicrobica. Quali sono i 3 prodotti enologici, tra tutti quelli che hai illustrato, che possono contribuire a ridurre la concentrazione di zolfo e, in termini di tecniche fisiche, ce n&#8217;\u00e8 qualcuno che potrebbe contribuire a ridurre l&#8217;uso di zolfo?<\/strong><\/p>\n<p>Distinguendo quelle che sono le propriet\u00e0 per proteggere il vino dall&#8217;ossidazione, sia enzimatica che chimica, evidenzierei l&#8217;<strong>uso di gas inerti.<\/strong>\u00a0\u00c8 una tecnica nota, costa, bisogna lavorare con molto rigore, ma francamente funziona molto bene se viene applicata correttamente. Parlerei anche dell&#8217;<strong>uso del glutatione e <\/strong>anche dell&#8217;uso di <strong>tannini enologici<\/strong> che possono davvero proteggere il mosto dall&#8217;ossidazione.<\/p>\n<p>Per quanto riguarda la protezione del vino, dobbiamo lavorare anche con gas inerti, e riguardo alla protezione dall&#8217;ossidazione, possiamo utilizzare le fecce stesse, oltre ai tannini enologici, e allo stesso tempo un controllo rigoroso dell&#8217;ossigeno che apportiamo nei processi di travaso e movimentazione.<\/p>\n<p>Infine, per quanto riguarda le propriet\u00e0 antisettiche, vorrei sottolineare la recente approvazione dell&#8217;acido fumarico, che pu\u00f2 permetterci di inibire i batteri lattici dell&#8217;uso dello zolfo. Poi parlerei delle possibilit\u00e0 offerte dal chitosano e da altre tecniche come l&#8217;ozono o l\u2019alta pressione come elementi da evidenziare.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>3.- A livello tecnico, sappiamo che oggi \u00e8 molto complicato eliminare il 100% dello zolfo durante la vinificazione o la conservazione, se vogliamo produrre un vino commerciale con tutte le garanzie. Secondo Lei, quali tecniche o prodotti enologici dovrebbero essere sviluppati o migliorati per raggiungere l&#8217;obiettivo dello 0,0% di zolfo?<\/strong><\/p>\n<p>\u00c8 un po&#8217; quello che abbiamo detto per la domanda precedente, ma direi che <strong>il glutatione ha un grande futuro<\/strong>.\u00a0Poi parlerei anche dell&#8217;uso di gas inerti, dell&#8217;ozono e naturalmente dei tannini enologici e forse di qualsiasi altra sostanza o processo in grado di inibire gli enzimi polifenolossidasi e che possa servire a eliminare l&#8217;ossigeno disciolto nel vino.<\/p>\n<p>In termini di propriet\u00e0 antisettiche, credo che il chitosano e l&#8217;acido fumarico siano molto utili, e forse una combinazione di entrambi i prodotti pu\u00f2 avere un ampio effetto anti-batteri lattici, che costituiscono il principale problema che possiamo avere a livello microbiologico.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>4.- Pensa che i bassi livelli di zolfo, o il non utilizzo di solfiti, siano una moda passeggera o sono destinati a durare?<\/strong><\/p>\n<p>Penso che l&#8217;intervento minimo scomparir\u00e0, \u00e8 qualcosa di puntuale.<\/p>\n<p>Una cosa \u00e8 l&#8217;abuso di &#8220;intrugli&#8221;, che a volte \u00e8 esagerato, e un&#8217;altra cosa \u00e8 utilizzare ci\u00f2 che \u00e8 necessario affinch\u00e9 il nostro vino sia il migliore possibile.<\/p>\n<p>Un&#8217;uva meravigliosa in un&#8217;annata meravigliosa non richiede quasi nulla, basta un po&#8217; di controllo e otterremo un vino fantastico. Ma purtroppo non \u00e8 sempre cos\u00ec. Il dovere dell&#8217;enologo \u00e8 produrre il miglior vino possibile utilizzando tecniche autorizzate e lecite.<\/p>\n<p>Il <strong>cambiamento climatico<\/strong> ci sta condizionando e, nonostante ci\u00f2, credo che stiamo producendo vini migliori oggi rispetto a 20 anni fa. Ci siamo adattati, ne sappiamo molto di pi\u00f9 e possiamo davvero compensare gli effetti del cambiamento climatico se non andranno oltre. Direi addirittura che alcune zone del nostro e di altri paesi hanno beneficiato dei cambiamenti climatici, perch\u00e9 20 o 30 anni fa alcuni vigneti non maturavano bene e ora maturano in modo eccellente. Succede che &#8220;quando vedi la barba del tuo vicino tagliata, metti a bagno la tua&#8221;, quindi ci\u00f2 che pu\u00f2 aver giovato ad alcuni vigneti ora potrebbe danneggiarci tra 20 anni e dobbiamo essere preparati. Tuttavia, a differenza di altri prodotti agricoli, il vino \u00e8 oggi molto migliore rispetto a 20 anni fa nel nostro paese, mentre i pomodori sono molto peggiorati (ride).<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Conversazione con gli esperti\u00a0| Intervista a Fernando Zamora &nbsp; Abbiamo avuto il piacere di condividere una giornata tecnica con Fernando Zamora, Presidente della Commissione di Enologa dell&#8217;Organizzazione Internazionale del Vino &#8211; OIV, che ci ha chiesto di condividere con la nostra comunit\u00e0 online le sue conoscenze su alcuni argomenti di interesse. 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